La “base navale avanzata” americana di Porto Empedocle

DIARIO DI GUERRA

U.S. NAVAL ADVANCE BASE
Porto Empedocle, Sicilia


19 Luglio 1943

Il Tenente Comandante Vardaman, Ufficiale in Carica delle Attività Portuali e Navali a Porto Empedocle, è arrivato in città approssimativamente alle ore 12:00. Il Comandante Imlay, con la Compagnia B del Secondo Battaglione da Spiaggia (Second Beach Battalion1), stava operando nel porto in collaborazione con il 36° Battaglione Genieri (36th Engineers Battalion).

Al momento dell’arrivo dell’Ufficiale in Carica, c’erano navi cargo in fase di scarico, due nel porto e una all’esterno, vicino al frangiflutti ad est, altri due cargo nel porto esterno. Le operazioni di recupero di un veliero affondato stavano procedendo presso la banchina.

L’Ufficiale in Carica ha dato il cambio al Comandante Imlay alle 15:30, trattenendo la Compagnia B del Secondo Battaglione da Spiaggia come personale operativo del porto. Lo scarico dei cargo da parte dell’Esercito procedeva a rilento a causa della segnalata mancanza di mezzi di trasporto e di personale. Altre tre navi da carico sono arrivate all’imboccatura del porto e si sono ancorate verso le 21:00. Gli ufficiali e l’equipaggio delle comunicazioni della Base Navale Avanzata, arrivati il 18 luglio, erano impegnati a stabilire i collegamenti.

20 Luglio 1943

Alle 12:00, quattro LCT2 (mezzi da sbarco per carri armati) con a bordo il Primo Battaglione da Spiaggia sono entrati nel porto e hanno iniziato lo sbarco. Su richiesta dell’Esercito sono stati effettuati vari cambi di ormeggio nel porto. Poiché il 40° Battaglione Genieri stava subentrando al 36° Battaglione Genieri, lo scarico delle navi procedeva molto lentamente. Il personale del Primo Battaglione da Spiaggia ha sostituito il personale del Secondo Battaglione da Spiaggia come personale operativo del porto. Gli LCT sono stati utilizzati per assistere l’Esercito nelle operazioni di scarico. Il sistema di comunicazione è stato messo in funzione.

21 Luglio 1943

Alle 08:00, il Maggiore Schwartz del 40° Battaglione Genieri ha riferito che, delle tre navi cargo che erano in fase di scarico durante la notte, il lavoro è stato interrotto su una nave alle 21:00 e su un’altra all’01:00 a causa della mancanza di operatori di argani; lo scarico di un’altra nave è proceduto lentamente per lo stesso motivo. Alle 10:00, il Tenente Comandante Vardaman ha informato il Maggiore Schwartz che, a meno che non potesse ricevere immediatamente assicurazioni che le operazioni di scarico potessero essere eseguite più velocemente, avrebbe raccomandato per dispaccio che tali navi fossero spostate altrove per essere scaricate. Alle 11:00, il Maggiore Schwartz ha comunicato che entro le 13:00 l’Esercito sarebbe stato in grado di procedere allo scarico con personale e mezzi completi. Questa comunicazione è stata confermata dal Colonnello Mason del 40° Battaglione Genieri. Alle 11:30, il Tenente Comandante Walker ha riferito che il porto era stato ripulito da tutti gli ostacoli. Le LCT sono state utilizzate all’interno e all’esterno del porto per lo scarico e che i prigionieri di guerra sono stati impiegati per lo stesso scopo. Nel tardo pomeriggio, i DUKW dell’Esercito hanno iniziato ad arrivare nell’area portuale e hanno cominciato a scaricare le navi all’esterno del porto.

IL DUKW era un mezzo gommato a sei ruote cruciale per le operazioni anfibie, ideale per il trasporto di uomini e materiali dalle navi alle spiagge.

Alle 19:00, il convoglio di autocarri HURA, che era stato sbarcato a Licata dall’LST 360 nel pomeriggio dopo il viaggio da Biserta, è arrivato a Porto Empedocle al comando del Tenente Comandante B. A. Grimball, D-V(G), USNR (United States Naval Reserve, ovvero la Riserva della Marina degli Stati Uniti,). Questo convoglio era costituito da 30 ufficiali e 138 uomini con approssimativamente 35 tonnellate di equipaggiamento, tutto caricato sugli autocarri prima dell’imbarco sull’LST 360 a Biserta. Il Comandante ha stabilito collegamenti con il Comandante dell’Esercito. Sono iniziate riunioni quotidiane ed è stato mutualmente garantito pieno coordinamento. È stata effettuata un’ispezione dell’ex Quartier Generale della Marina Italiana, situato in una Villa a quattro miglia dal Forte.

22 luglio 1943

Secondo i rapporti dell’Esercito, le operazioni di scarico sono state ostacolate dalla mancanza di operatori di argani e veicoli. Il Tenente Comandante B. A. Grimball, al comando dell’Advance Base Group, ha rilevato il Comandante Vardaman alle 16:00, e l’Advance Base Group ha assunto la gestione operativa di Porto Empedocle. È iniziata l’istituzione dell’H.E.C.P. (Harbor Entrance Control Post)3. È stato requisito un albergo in città per l’ospedale ed è iniziata la sua organizzazione. Il Quartier Generale è stato stabilito nell’edificio della Torre di Carlo V nell’area portuale. Sono stati requisiti un’officina da falegname e una per calafataggio navale. È iniziata l’ispezione delle navi catturate, delle aree e degli edifici alla ricerca di mine e trappole esplosive. Nell’area del Forte: 7 navi cargo, 6 LST, 4 SQ, 9 LCT, 6 LCM, 1 LCVP, 2 YT, 8 TM e 9 imbarcazioni di soccorso (crash boat). È iniziata l’installazione del sistema telefonico per le attività del Forte. I nomi “HURA” e “Unit Three” sono stati aboliti; il titolo dell’Unità diventa “U.S. Naval Advance Base, Porto Empedocle, Sicily.”

23 luglio 1943

Il posto di segnalazione visiva dell’H.E.C.P. è stato messo in funzione. L’ospedale è stato aperto. Sono stati requisiti cinque magazzini sulla via principale della città per lo stoccaggio dell’equipaggiamento di questo gruppo. Sono state requisite officine meccaniche ed elettriche nell’area portuale e ne è iniziata l’attività, insieme a quella della falegnameria e di calafataggio navale. È stata rimossa dalla sede delle Comunicazioni della Marina una bomba americana ANM da 500 libbre di categoria A. Nell’area portuale: 6 navi cargo, 3 LST, 3 SG, 5 LCT, 6 LCM, 1 LCVP, 2 YT, 8 YM e 9 imbarcazioni di soccorso.

24 luglio 1943

Un Tenente dell’Esercito degli Stati Uniti si è presentato con 18 uomini, costituenti l’Unità 6610 C.A.S.W.P., U.S.A., e ha stabilito un posto di rilevamento radar di superficie sulla collina che sovrasta Porto Empedocle. Questa unità radar non è utile per il rilevamento di aerei, eccetto quelli che volano a quote molto basse. Sono state rimosse 1800 libbre di cariche di demolizione e 450.000 galloni di petrolio da un deposito italiano precedentemente costruito nella collina vicino alla città. Nell’area portuale: 5 navi cargo, 1 PC, 2 SG, 4 LCT, 6 LCM, 1 LCVP, 2 YT e 8 YM. Il Comandante ha emesso dei regolamenti che dichiarano il Porto chiuso e che prescrivono norme per il suo funzionamento, per l’ingresso delle navi e per il loro personale.

25 luglio 1943

L’equipaggio si è trasferito nelle baracche permanenti nell’ area portuale, ricavate da un granaio italiano; le baracche ospitano anche la cucina e una sala ricreativa. 2 LCM, numeri 6JB e 773, con un equipaggio di undici uomini, al comando di un Guardiamarina, si sono presentati per prendere servizio. È arrivata la LST 35L con il resto degli ufficiali e dell’equipaggio dell’Advance Base Group e il suo equipaggiamento. È iniziato lo scarico e lo stoccaggio dell’equipaggiamento nei magazzini. Nell’area portuale: 6 navi cargo, 1 LST, 2 SG, 2 YT, 5 LCT, 6 LCM e 1 LCVP. È iniziato il cablaggio elettrico dei vari posti del Porto e sono stati installati generatori e un’unità di refrigerazione. È stato emesso l’ordine di posizionare cariche di profondità alla testata delle dighe foranee est e ovest. Il Contrammiraglio Giuseppe Manfredi, Comandante del Porto di Trapani, il Generale Antonio Sodero, assegnato allo Stato Maggiore di Roma, giunto a Trapani il 15 luglio per assumere il comando della 12ª Divisione Corazzata che difende Trapani, il Generale Conti Egisto, 230ª Divisione, catturato vicino a Marsala, e il Tenente Colonnello Fernando Romagnoli, Capo di Stato Maggiore del Generale Egisto, sono stati interrogati dall’Ufficiale dell’Intelligence prima della loro partenza sulla LST 35L per Licata.

26 luglio 1943

Le LCM 711 e 768 con un equipaggio di 12 uomini, al comando di un Guardiamarina, si sono presentate per servizio in questo Porto. Allarme aereo suonato alle 21:20, cessato allarme alle 22:20. Nessun bombardamento visibile. È iniziato il posizionamento della rete per la protezione dell’ingresso del porto. Nell’area portuale: 6 navi cargo, 1 LST, 1 PC, 2 YT, 5 LCT, 6 LCM e un LCVP nell’area portuale. Hanno avuto inizio operazioni di pesca estese a Porto Empedocle e Siculiana.

27 luglio 1943

Le LCM 718 e 727 con un equipaggio di 10 uomini, al comando di un Guardiamarina, si sono presentate per servizio in questo Porto. Nell’area portuale: 5 navi cargo, 1 SG, 2 YT, 5 LCT, 6 LCM. Sono state inoltrate all’Agenzia Congiunta di Raccolta Informazioni (Joint Intelligence Collection Agency) di Algeri varie mappe della Sardegna scoperte dagli Ufficiali dell’Intelligence.

28 luglio 1943

Le comunicazioni radio dell’H.E.C.P. sono state messe in funzione. È iniziata l’istituzione di un campo di smagnetizzazione (degaussing range)4. È iniziata l’installazione di un’unità di distillazione. Nell’area portuale: 4 navi cargo, 2 SG, 1 PG, 2 YT, 5 LCT, 6 LCM.

29 luglio 1943

Allarme aereo alle 22:25; cessato allarme circa alle 24:00; nessuna attività visibile. Nell’area portuale: 2 navi cargo, 3 LCT, 6 LCM. È stato riferito che nel periodo dal 23 al 29 luglio compresi sono state scaricate 13.189 tonnellate di equipaggiamento.

30 luglio 1943

Una bomba americana AN-M da 500 libbre sulla strada principale per Palermo, Sicilia, è stata resa sicura a causa della vicinanza a un ospedale e rimossa in un luogo idoneo per la detonazione.

Questa bomba di design americano era particolarmente adatta contro depositi di munizioni, motori
ferroviari e automobili, aeroplani a terra, tutti i tipi di costruzione e navi di superficie leggere.

Nell’area portuale: 2 navi cargo, 3 LCT, 6 LCM e 2 YT. Scaricate 734 tonnellate di equipaggiamento. Scoperta una borsa e una grande scatola di documenti del Partito Fascista, sepolti dietro la sede del Partito ad Agrigento; consegnati al Corpo Controspionaggio dell’Esercito ad Agrigento. La flotta di pesca regolare di 14 motobarche, la flotta del tonno e la flotta di pesca a vela hanno iniziato le operazioni a Sciacca.

31 luglio 1943

Il sistema di trasporto terrestre navale per le attività portuali è stato riorganizzato. Nell’area portuale: 2 navi cargo, 1 LCT, 4 LCM, 4 TM, 2 YT, 1 rimorchiatore e 3 imbarcazioni di soccorso. È stato riferito che la flotta operante da Porto Empedocle ha catturato approssimativamente 9.964 chili di pesce nel periodo dal 26 al 31 luglio. Una revisione del periodo dal 21 al 31 luglio compresi rivela insolite difficoltà incontrate dal Gruppo di Base Avanzata nel reperire edifici adatti per quasi tutte le necessità delle attività portuali. Laddove, come in questo campo operativo, la funzione di tale reperimento è delegata all’Esercito, quest’ultimo dovrebbe provvedere ragionevolmente alle attività della Marina, piuttosto che permettere alla Marina di cercare come meglio può le proprie sistemazioni senza risorse adeguate per il compito. Ciò è particolarmente vero considerando il fatto che l’efficienza del Porto dipende sia dall’Esercito che dalla Marina. Sembra anche ragionevolmente chiaro che, per i porti che non sono destinati ad essere permanenti, si potrebbe ottenere una maggiore efficienza utilizzando rimorchi per alloggiare e sfamare ufficiali ed equipaggio. I rimorchi potrebbero essere utilizzati anche per una piccola officina meccanica, unità per acetilene e saldatura, operazioni di comunicazione, l’unità medica, ecc. Sembra anche ragionevolmente chiaro che per i piccoli porti un organico di 100 uomini e dieci ufficiali sarebbe sufficiente. Il Direttore del Porto dovrebbe essere un ufficiale con ampia esperienza nel carico e un pratico marinaio. Gli ufficiali incaricati delle attività di scarico dovrebbero essere esperti nella movimentazione delle merci.


  1. Beach Battalion: Unità specializzate della Marina incaricate di gestire il movimento di truppe e rifornimenti attraverso le spiagge e i porti durante le invasioni. ↩︎
  2. LCT (Landing Craft Tank): Mezzi da sbarco utilizzati per trasportare veicoli pesanti e rifornimenti direttamente sulla costa o nei porti. ↩︎
  3. “Stazione di Controllo all’Ingresso del Porto”, La postazione doveva assolvere tre missioni fondamentali: schermare il porto e le sue navi dal tiro d’artiglieria delle unità di superficie nemiche; evitare l’ingresso nella rada delle navi nemiche e contribuire attivamente alla difesa della costa da un eventuale attacco anfibio. ↩︎
  4. Degaussing Range è installazione portuale attrezzata per misurare e neutralizzare il campo magnetico naturale delle navi (in acciaio) per proteggerle dallo scoppio di mine o siluri magnetici. ↩︎

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