La nonna del soldato Giuseppe
1943 – parte orientale della Sicilia.
Dopo avere sconfitto le forze dell’asse in Africa, gli anglo-americani decidono di sferrare l’attacco in territorio nemico.
Dalle coste africane partono le truppe alleate per la liberazione dell’Europa.

Nei piani delle truppe americane il primo passo dell’invasione fu l’occupazione della costa compresa tra Gela e Licata. Occupare e mettere in sicurezza il territorio costiero era vitale per la riuscita della guerra. Si doveva creare un’area cuscinetto dove sbarcare i rinforzi: veicoli, soldati e armamenti.
Tra il 10-11 Luglio si svolse la ” battaglia di Gela”. Le forze nazifasciste cercarono invano di bloccare lo sbarco alleato, contrattaccando con gli aerei e l’artiglieria.
Quella notte Gela fu svegliata dal pesante cannoneggiamento della flotta americana. Per interminabili minuti il mare, il cielo, il paese e le spiaggie di capo soprano furono illuminate dal bagliore dei traccianti.

Le navi alleate allontanarono i mezzi corazzati. Gela era caduta.
Le mattine seguenti iniziano gli sbarchi dei mezzi anfibi, il paese doveva essere occupato e controllato dalle forze americane.
Centinaia e centinaia di soldati iniziarono a riversarsi in territorio nemico.
Tra di loro il soldato semplice italo americano Joseph Ballo che non aveva mai visto la nonna.
Durante il pattugliamento per le strade di Gela una anziana signora che passeggiava con una bambina incrociò uno dei tanti soldati.
Dalle foto inviate in America prima della Guerra riconobbe il nipote che non aveva mai conosciuto.

