Luglio 1943: L’AMGOT e la tutela dei monumenti di Agrigento

Durante l’occupazione alleata della Sicilia (1943-1945), l’AMGOT (Allied Military Government of Occupied Territories, dopo l’8 Settembre AMG) giocò un ruolo importantissimo nella protezione e restauro dei beni culturali danneggiati dalla guerra. Dopo lo sbarco in Sicilia, gli Alleati si trovarono di fronte a ingenti danni, i pesanti bombardamenti avevano colpito città storiche (Palermo, Catania, Messina) e siti archeologici, con conseguenti rischi di saccheggio. Ma più di tutto si rese necessario intervenire per la conservazione, molti edifici storici necessitavano interventi urgenti per evitare crolli.

Fu subito chiaro che non si poteva controllare direttamente un territorio con un patrimonio così vasto, per di più partendo dal nulla, così il comando americano decise che L’AMGOT dovesse istituire una sezione speciale per i beni culturali coordinata da esperti alleati e italiani. Si iniziò a comprendere il funzionamento della macchina burocratica preposta al controllo e alla conservazione del patrimonio culturale italiano e si individuarono per ogni regione e per ogni provincia le figure di riferimento, per Agrigento1:

Soprintendenze alle Antichità

Le Soprintendenze alle Antichità si occupano sia dei monumenti che delle opere d’arte risalenti a prima del 400 d.C. Hanno la responsabilità dei musei o delle sezioni museali dedicate all’archeologia, dei monumenti e dei siti archeologici, nonché degli scavi archeologici. In totale sono 22, di cui 14 “titolari” e 8 “recenti”, come segue:

AGRIGENTO
Province di Agrigento, Caltanissetta.
Sopr. Reg: Dott. Pietro GRIFFO
Ufficio: Viale della Vittoria, 89. (…)

dallo stesso report “Soprintendente delle gallerie ed Opere d’Arte”:

Per la “Regia Soprintendenza Bibliografica”

per passare poi alle altre sovrintendenze e altre figure chiave.

Uno dei primi report sulle condizioni in cui versava Agrigento risale al giorno successivo l’occupazione alleata.

Tempio concordia agrigento seconda guerra mondiale

Il Tempio della Concordia, un rudere con colonne gialle uno dei più raffinati esempi di architettura classica, si erge in mezzo a pochi edifici in pietra sparsi su una collina a est di Agrigento, dove un tempo fioriva l’antica città. Gli italiani avevano trasformato questo rudere in un vero e proprio “tempio della discordia” posizionando un bunker e una postazione di artiglieria abilmente nascosti a pochi piedi dalla strada che vi conduce2. Un gruppo di soldati americani, avvicinandosi alle rovine dopo la caduta di Agrigento, rimase però maggiormente colpito da una lunga cripta sepolcrale in marmo affondata nel terreno. “Ehi”, disse uno, “avevano persino le trincee per una persona (foxhole), a quei tempi”. Pietre rotte, intonaco e detriti ricoprivano molte delle strade di Agrigento quando le truppe americane entrarono in città. C’erano poche finestre intatte e un intero lato di un edificio di una banca era stato spazzato via. Tuttavia, la polizia dichiarò che erano state perse relativamente poche vite.

(19 luglio 1943)

Che la valle dei templi non avesse subito danni lo testimonia anche un report di un soldato americano:

Analogamente, ad Agrigento, dove ci si è fermati durante il viaggio verso Palermo, i famosi templi non avevano subito danni maggiori di qualche aggiunta ai già numerosi graffiti sulle loro mura, ed era curioso vedere i nomi di tedeschi e americani affiancati gli uni agli altri. All’interno della città, una o due chiese avevano riportato alcuni danni, ma ciò è stato segnalato solo in un secondo momento.

Comunque, nella seconda metà di settembre continuarono i lavori di censimento dei danni da parte degli alleati:

Report del Capitano F.H.J.Maxes, Consulente aggiunto delle Belle Arti e Monumenti della Sicilia.

Agrigento

  1. Durante il mio soggiorno ad Agrigento, dal 20 al 22 di settembre, ho potuto fare un sopralluogo approfondito di tutti i monumenti della città antica e moderna di Agrigento.
  2. L’area di Agrigento fu trasformata in una difesa piuttosto fortificata, come testimoniano le trincee scavate dagli italiani attorno ai templi. La città fu attaccata il 16 settembre (luglio) e cadde il 18 settembre (luglio). Fu inevitabilmente sottoposta a pesanti bombardamenti, ma i danni subiti non furono gravi come quelli di Palermo.
  3. L’antica città, giustamente famosa per i suoi templi greci, non ha subito danni né a causa della guerra né per il passaggio delle truppe alleate. L’unico danno fatto è stato provocato dalle truppe italiane, che utilizzarono i Templi a scopo difensivo e lasciarono, in particolare nella “Casa Romana”, una grande quantità di rifiuti che dovranno essere rimossi. Per quanto riguarda le Truppe Alleate, le unità di stanza nell’area dei templi si sono comportate in modo esemplare, e in un punto specifico che ho visto non è stato risparmiato alcuno sforzo per mantenere il luogo pulito. Il danno causato dal passaggio delle truppe italiane mi è stato confermato dal Sovrintendente alle Antichità di Agrigento e Caltanissetta, il dottor Griffo, che si è gentilmente messo a mia disposizione. In ogni caso, le rovine di tutti i templi greci sono intatte come prima della guerra.
  4. Lo stesso si può dire della Villa Aurea, residenza del defunto capitano Hardcastle, morto nel 1933 e la cui memoria è ancora venerata in città, dove fu nominato “cittadino onorario” per il suo personale lavoro di scavo e per i suoi contributi finanziari. La villa in sé non è antica, ma fu costruita nel mezzo dell’area dei templi e lasciata da questo benefattore inglese allo Stato per essere trasformata in un museo archeologico per le nuove scoperte.
  5. Per quanto riguarda la città moderna, questa fu pesantemente bombardata, ma in generale i monumenti storici e nazionali subirono pochi danni. Tra quelli colpiti vi sono i seguenti:
    • La Cattedrale. Alcuni interessanti affreschi del XIV secolo, quasi contemporanei ma simili nello stile a Giotto, nella Navata e nella Cappella di San Bartolomeo, hanno subito lievi danni a causa dell’esplosione delle bombe. Il padre del dottor Griffo è uno esperto nel restauro di questo tipo di opere e si spera che i suoi servizi possano essere utilizzati. Più grave è la situazione dell’Abside Barocca, il cui soffitto si è gravemente incrinato e rischia di crollare.
    • La Chiesa e il Convento di Santo Spirito, fondati nel 1299 da Marchesa di Prefoglio, che l’arricchì generosamente, presentano un grande buco nel tetto del Dormitorio Gotico, mentre la stanza sopra l'”Aula Capitolare”, anch’essa un bell’esempio di architettura gotica, è stata gravemente danneggiata. Tuttavia, la struttura gotica e i lavori ornamentali rimangono intatti e i danni subiti non sono irreparabili.
    • Museo Archeologico. Fortunatamente, tutti i tesori archeologici del museo erano stati trasferiti in un luogo sicuro nel villaggio rurale di Bivona, insieme ad altri tesori artistici della città. Tuttavia, per quanto concerne l’edificio, il soffitto della “Stanza Preistorica” è gravemente danneggiato e l’angolo del muro esterno rischia di crollare sulla strada. Questo museo, con i suoi ricchi tesori, è il naturale orgoglio dei cittadini della città.
    • Basilica di San Francesco. Questa chiesa ha subito i danni più gravi, essendo stata completamente distrutta. Fortunatamente, l’unica parte di vero interesse nazionale e storico, la piccola Cappella di San Francesco, non ha riportato alcun danno. La Cappella è un bell’esempio di architettura gotica siciliana.
  6. La collaborazione con le Soprintendenze finora è proceduta senza intoppi e il nostro interesse comune per i monumenti rende questa cooperazione più semplice.

In zona,
23 settembre 1943 >br>F.H.J. Maxse, Capitano.
Consulente Aggiunto per le Belle Arti e i Documenti.

Immediatamente prima dell’invasione alleata si cercò disperatamente di proteggere i templi agrigentini dalle onde d’urto e schegge di bombe o colpi di artiglieria. Il tempio della Concordia fu ricoperto da sacchi di sabbia sia all’esterno che all’ interno della cella. Per il tempio di Giunone, per mancanza di fondi e di tempo, si optò per una copertura lignea sopra la cella, opportunamente colorata in modo da essere visibile sia dal mare, per colpi di cannone, sia dal cielo per eventuali bombe. Per approfondimenti link

La collaborazione tra le varie soprintendenze e L’AMGOT inizia a funzionare, tra sopralluoghi e report dei sovrintendenti, nell’ambito delle proprie competenze, cominciano ad arrivare le segnalazioni:

AGRIGENTO, SICILIA
Soprintendenza alle Gallerie e Opere d’Arte in Sicilia.
a) Il Professor Di Pietro segnala i danni subiti ad Agrigento agli affreschi del Duomo, di Santa Maria dei Greci e da San Nicola, già menzionati in precedenti rapporti. Le raccomandazioni per i necessari lavori di riparazione sono state ora approvate.

(AMG 1° novembre 1945)

Ma gli americani non si aspettavano danni così ingenti, la quantificazione in termini monetari è alta e tutt’altro che certa :

Le richieste di fondi per la conservazione dei monumenti e delle opere d’arte in Sicilia ammontano complessivamente a circa venti milioni e mezzo di lire ($205.000; £51.250). Le somme approvate finora sono sette milioni e mezzo ($75.000;£ 18.750), ma, come mostrano gli elenchi dettagliati, ci sono molti casi in cui gli importi specifici non sono ancora stati autorizzati e, sebbene sia arrivata una risposta da ogni provincia, non tutte le richieste sono pervenute. Si stima prudenzialmente che le spese finali per gli interventi di conservazione urgenti nella sola Sicilia si avvicineranno, per non dire supereranno, i venti milioni di lire ($200.000; £50.000), anche con la massima economia e l’uso di misure temporanee. I costi della manodopera e dei materiali stanno aumentando così rapidamente da rendere qualsiasi previsione estremamente incerta.

(AMG, 1° novembre 1945)

Dopo le segnalazioni e i sopralluoghi, iniziano ad affluire dollari nelle casse delle varie sovrintendenze siciliane: versamenti effettuati per “chiese varie e per il museo archeologico” per la città di Agrigento, mesi di Agosto, Settembre e Ottobre stanziati per la conservazione dei monumenti, le opere d’arte e gli archivi siciliani.

Non mancavano controlli periodici sullo stato degli avanzamenti dei lavori, un report3 documenta il lavoro del luogotenente Cott, tra il 15 e il 19 Novembre che visionò lo stato dei lavori di alcuni siti della Sicilia occidentale, passando per Agrigento scrisse:

Il Ten. Cott ha effettuato un viaggio ad AGRIGENTO dal 15 al 19 novembre, viaggiando in corriere. Durante il percorso, ha ispezionato i lavori alla Cattedrale di ENNA e alla Chiesa di ASSORO. Ad AGRIGENTO, ha esaminato tutti i principali monumenti e si è consultato con l’Ispettore Onorario dei Monumenti, il Prof. Ziretta, e con il Soprintendente alle Antichità, il Dott. Griffo. Lo scopo principale della sua visita era determinare quali misure adottare per conservare gli affreschi nella Chiesa di Santa Maria dei Greci e in quella di San Nicola (vedi sotto, par. 31). È rientrato in aereo.

31) Ad AGRIGENTO, il capitano Cott (vedi sopra, paragrafo 9) riferisce che sono in corso i lavori nel Monastero di S. Spirito e che sono stati effettuati interventi di riparazione al Museo. Ha ispezionato i progetti per i lavori di conservazione dei templi, che, sebbene non resi necessari direttamente dai danni di guerra, sono urgenti e sono stati approvati. Ha inoltre esaminato gli affreschi di Santa Maria dei Greci e S. Nicola e si attende una raccomandazione su questi dalle autorità locali.
32) Si segnala ora che un manoscritto miniato scomparso a NARO, prov. di Agrigento, a luglio è stato quasi immediatamente restituito al CAO4.

da un documento5 risalente al primo gennaio del 1944:

Agrigento – I lavori di riparazione del Museo Archeologico sono stati completati. I lavori al monastero di Santo Spirito sono in corso. È stato approvato uno stanziamento per alcuni interventi minori al Tempio della Concordia e al Ponte dei Morti; la somma coprirà anche il ripristino della vegetazione nell’area del tempio danneggiata dal passaggio delle truppe.

Parallelamente alla guerra sul campo inizia un altro conflitto, quello della propaganda, il campo di battaglia è la radio, il quotidiano e il passaparola. Le notizie rimbalzano di città in città, tra stato e stato, e Agrigento non è immune.

I FASCISTI MALTRATTATI BRUTALMENTE IN SICILIA
“Ad Agrigento, il Comando Americano utilizza il Tempio della Concordia, famoso in tutto il mondo, come poligono di tiro.”
(Governo Nazionale Fascista, in italiano per l’Italia, 1 ottobre, ore 11:30 ENT)
(Trasmissioni radiofoniche estere FCC, 2 ottobre 1943, p. FF 1)

Distruzione, recupero e conservazione. Durante l’occupazione di Cattolica Eraclea, Montallegro e Ribera, militari americani scambiavano la cioccolata o del pane con reperti archeologici che la popolazione locale andava a prelevare dalla “chiana de morti” (la necropoli che si estende all’esterno di Eraclea Minoa), i vasi “tingiuti” (decorati) con cui potevano scambiare molto più pane.

Oggi, come allora, la verità sta nel mezzo.

  1. report del Maggiore Manson Hammond, Novembre del 1943 ↩︎
  2. L’area della valle dei templi fu pesantemente fortificata, il militare si riferisce al bunker e al nido di mitragliatrice tuttora visibili, posizionati ai lati di porta Aurea. ↩︎
  3. MFA&A Reports, Monthly Report for November of Advisers for Monuments, Fine Arts, and Archives. To : R.C.A.O., Region I (Sicily), 1 Dicembre 1943 ↩︎
  4. Nella Seconda Guerra Mondiale, l’acronimo CAO si riferisce molto probabilmente a Civil Affairs Office (Ufficio degli Affari Civili). Quest’organo era preposto alla gestione della popolazione civile e le infrastrutture nei territori liberati o occupati. ↩︎
  5. Advisers for Monuments, Fine Arts, and Archives Region I (Sicily) 1 January 1944, Subject: Report of the Advisers for Monuments, Fine Arts, and Archives, Region I, for the month of December, 1943. to : R.C.A.O., Sicily Region Headquarters ↩︎

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1 commento

  1. Calogero Miccichè

    Nel report al foglio R II E:2 si legge : “ad Agrigento, il comando americano utilizza il tempio della Concordia, famoso in tutto il mondo, come poligono di tiro” firmato Governo nazionale fascista 2 ottobre 1943. Ovviamente questa è una delle ultime falsità del governo Mussolini prima di crollare. Con questo non voglio dire che l’esercito americano fu esente da atti spiacevoli oltre ai bombardamenti nelle città, che provocarono tanti morti, distruzioni di case, chiese e conventi pesantemente danneggiati. Ma sappiamo che soldati non si dilettavano a distruggere per passatempo o per sfregio come invece vediamo fare all’esercito israeliano a Gaza. Bisogna dare merito al bravo Federico Moncada, autore della pubblicazione e traduzione online, che ci sta facendo conoscere cose importanti delle storia agrigentina che prima non sapevamo. Questo sì che è un servizio a favore della cultura agrigentina, che secondo il mio parere meriterebbe spazio nelle iniziative come Agrigento capitale della cultura. Purtroppo Federico Moncada, figlio del grande partigiano Gildo, non ha amicizie con il potere politico che governa questa città. Infine il mio commento è solo per sottolineare il valore delle cose che si fanno con la testa e con il cuore. Per me questa è cultura che merita di essere conosciuta e ovviamente non ha altri scopi.

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