
“Passammo un altro fiume e arrivammo a vaste risaie preparate, in parte, per la…. e in parte per la semina. Un grande numero di persone e buoi erano al lavoro, tutti con l’acqua che arrivava fin sopra le caviglie. Alcuni battevano le zolle di terra, altri caricavano acqua. I proprietari erano a cavallo, con cappelli a tesa larga, la scena mi ricordava un piantatore delle Indie occidentali e ai suoi schiavi.
I semi del riso erano di riserva sul dorso di un mulo dall’aspetto malinconico; sembrava infatti non gradire molto il “pediluvio”. La vista della parte interna della campagna era bella: un Paese grande e un Castello in alto, dei bei Monti sagomati ai quali poi ci avvicinammo, una vecchia Torre rotonda, e parte di un castello quadrato più vicino al mare, con Sciacca e dietro la costa; la Città dalla luce che sembra molto bella su un’altura bagnata dal mare. Vicino Sciacca su un’alta rupe o monte sulla destra sono delle terma molto rinomati, e ai piedi della collina, su cui sorge la città, sono moderni bagni sulfurei, anch’essi molto pregiati.

- n. 27 – “Il Tempio di Giunone a Girgenti”
- n. 28 – “Il Tempio della Concordia e Giunone”
- n. 29 – “Vista a volo di uccello di Girgenti”
- n. 30 – “Monte Allegro”
- n. 31 – “Sciacca. Coltivazione di riso“
