Girgenti nei disegni dell’architetto francese Chenavard

Chiesa San Calogero Agrigento

Un giovane architetto francese, fresco di laurea, come si era soliti fare alla fine dell’Ottocento, scelse l’Italia per il suo “Grand Tour”. Questo era un viaggio fondamentale per pittori, scultori, architetti e filosofi. Dopo gli studi universitari, per arricchire il proprio bagaglio culturale, si andava a visitare le città per disegnarne o rilevarne i luoghi e i monumenti. Il trentenne architetto era un certo Antoine-Marie Chenavard, scelse di visitare la Sicilia nel 1817, fu a Messina, Palermo, Siracusa e probabilmente anche Girgenti.

Durante il suo soggiorno, come d’obbligo, andò a misurare e a rilevare con minuzia di particolari gli edifici che vediamo oggi lungo la via sacra e… non solo. L’architetto corredò gli appunti e gli studi con alcuni schizzi disegnati dal vero e alcuni di questi furono utilizzati, molti anni dopo, come base per la stesura di un libro, “Vues d’Italie, de Sicile et d’Istrie”,  dato alla stampe nel lontano 1861. L’immagine in questione è una vista disegnata da “Porta di Ponte” verso est. A destra è ritratta la chiesa di San Calogero e a sinistra “l’ex Carcere San Vito”. 

immagine tratta da “Vues d’Italie, de Sicile et d’Istrie” 

Per la stampa fu utilizzata la seguente immagine:

Agrigento Girgenti Chenavard San Calogero
Schizzo originale ” Vue prise de la porta del ponte à Agrigento” in basso si possono notare anche i nomi degli edifici.

Forse per colpa di qualche buontempone che stazionò a Porta di Ponte, forse la barriera linguistica o forse lo stesso San Calò che volle fare un  miracolo, la chiesa fu dedicata ad un certo “San Carlo”. 

Agrigento Girgenti Chenavard San Calogero

Spulciando tra gli schizzi troviamo anche un’insolita vista del tempio di Esculapio, insolita perché disegnata da nord. L’iconografia del tempio ha quasi sempre restituito la masseria che ingloba le strutture greche ritratta da sud, credo per scelte puramente pratiche: l’immagine doveva dare più informazioni possibili sui resti del tempio greco (le semicolonne doriche e il corpo scala), e da qui la scelta del punto di vista. Inoltre, guardando il tempio da sud, si poteva impreziosire lo sfondo con le sagome del tempio di Giunone o quello della Concordia. Di seguito alcune immagini che facilmente si posso trovare sul Web.

Chenavard scelse una prospettiva diversa, diede le spalle alla collina e ai suoi templi e rappresentò la “masseria” di Esculapio così come era, in uso e parzialmente un rudere:

tempio di Esculapio Chenavard
Schizzo del Tempio di Esculapio visto da nord nel 1817(?).

poi una vista del 1817 del tempio della Concordia:

tempio dell concordia chevanard
Tempio della Concordia

e una vista interna della cella ripresa dal pronao (da est verso ovest), dello stesso tempio:

interno cella tempio dell concordia chevanard
Vista interna del tempio della Concordia

e uno splendido disegno, (chiaramente opinione personale e assolutamente non obiettiva, in quanto mi piace il soggetto), del tempio della “dia Venira”.

tempio giunone chevanard
Schizzo del tempio di Giunone

Uno schizzo su carta del Telamone:

telamone disegno chevanard
Il Telamone

A chiusura un elenco con la lista dei luoghi visitati, dei disegni e degli schizzi contenuti nel Volume, da tenere presente che all’interno non tutto il materiale è di Chenavard

Lista degli schizzi

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