“Vincere o pareggeremo?”

l’Italia era militarmente pronta ad entrare nella seconda guerra mondiale? No.

Rispetto alle altre potenze, il nostro paese era indietro di qualche anno su equipaggiamento e addestramento delle truppe di terra, logistica, aerei, armi, sottomarini e navi all’altezza del nuovo avanzamento in campo tecnologico, a questa si sommavano la mancanza di materie prime come il petrolio e l’acciaio e, in aggiunta, per la sua configurazione geografica, si ritrovava a difendere un lungo fronte. Nonostante tutto entrammo in guerra credendo ciecamente di vincere il conflitto con le parole o gli slogan: “Fino alla vittoria“, “molti nemici molto onore“, “Nessuno ha potuto fermarci…nessuno ci fermerà!“, “Blocco navale!“.

In Sicilia c’è un noto proverbio che, opportunamente edulcorato, chiarisce la situazione di allora e di oggi, e si può tradurre più o meno così: “L’asino, noto per la sua ostinazione, non si fa condurre con comandi privi di logica e di senso“.

L’entrata fu voluta da M. più per opportunismo politico che per capacità bellica. L’esercito italiano in quelle condizioni non poteva affrontare una guerra lunga, oggi diremmo di logoramento. Il dittatore credeva nella “guerra lampo” tedesca, e sperava di sedersi nel tavolo delle trattative per avere almeno un pezzo della torta.

L’operazione Hursky, una delle fasi finali della guerra nello scacchiere occidentale, non fece altro che palesare ulteriormente la situazione diventata drammatica per il nostro paese. Come dimostra una mappa del comando Supremo dell’esercito Italiano, Il 12 Luglio del 1943 la situazione in campo era critica:

Comando supremo: scacchiere occidentale
Operazione hursky 12 luglio 1943
Operazione Hursky, 12 luglio 1943

l’Italia chiese aiuto, come fece per la catastrofica invasione della Grecia, all’alleato germanico. Il Superesercito, la Supermarina e il Superaereo1 non erano più sufficienti a contenere l’invasione.

Appena due giorni dallo sbarco alleato, il Generale Ambrosio inviò un messaggio con la massima urgenza al generale Marras.

COMANDO SUPREMO
IN CIFRA – Messaggio in Partenza – IN CIFRA

Qualifica: P.A.P.A2
Data: 12 luglio 1943–XXI
Indirizzi: Ecc. MARRAS – Generale Ital. presso il Q.G. delle FF.AA. germaniche – BERLINO

N. 51505/OP./.AT ECC. MARRAS – GENERALE ITALIANO PRESSO IL Q.G. DELLE FF.AA. GERMANICHE – BERLINO./. Seguente messaggio deve essere trasmesso Fuhrer con mezzo più celere et nel modo più sicuro/:/ Comincia/:/ Stamane ho pregato Maresciallo Kesselring3 di segnalarvi assoluta necessità di un urgente et importante rinforzo di aviazione germanica per difesa Sicilia/./
Imponenti convogli di navi/,/ carri armati et artiglierie nemiche in continuo aumento costituirebbero preziosi obiettivi per aviazione il cui intervento sarebbe decisivo/./
L’aviazione esistente/,/ pur generosamente prodigandosi/,/ non est sufficiente nè ad impedire sbarchi nè ad opporsi alla aviazione nemica che infligge alle nostre divisioni sempre più gravi perdite/./
La cifra dei velivoli efficienti est assolutamente esigua in confronto necessità et va continuamente decrescendo/./
I riflessi morali e militari di un rovescio nemico del primo tentativo di invasione Europa sarebbero incalcolabili/./
Ma posta della parità est tale che occorre fare ogni sforzo per risolverla a nostro favore et ciò est possibile solo col massimo immediato rinforzo aereo germanico/./ Una risoluzione dell’attacco siciliano potrebbe ottenersi in brevissimo tempo /,/ dopo di che le formazioni aeree germaniche sarebbero disponibili per altro impiego /./ Io Vi prego/,/ Fuhrer/,/ di prendere in considerazione quanto sopra et di dare il massimo concorso aereo alla difesa della Sicilia/,/ specie in aviazione da caccia /./ Se codesto adeguato concorso non potrà aversi, i mezzi terrestri/,/ navali et aerei del nemico sono tali che la difesa dello scacchiere siciliano sarà estremamente difficile /./

Aggiungo che non si può escludere che il nemico pronunci anche altrove i suoi attacchi,// contro i quali,// allo stato delle cose /,/ l’azione della aviazione sarebbe nulla /./ MUSSOLINI /./ Finisce /./ Pregasi comunicare ora consegna messaggio at Fuhrer /./ Generale AMBROSIO /./ 22401207/./

Il 14 Luglio del 1943 la situazione si aggrava, il contrattacco e la resistenza delle truppe italotedesche non riesce a contenere l’avanzata alleata su Agrigento, poi Ragusa, Siracusa, cadute, il nemico è alle porte di Catania e di Caltanissetta.

I siciliani, però, erano stanchi della guerra, delle tessere annonarie, delle pezze da piedi e per alcuni la fine delle ostilità fu la diserzione, manomettere i pezzi di artiglieria, arrendersi e consegnarsi al nemico o  sparire. La situazione fu così grave che il 14 luglio il Generale Ambrosio dirama un ordine urgente:

D U C E ordina che sia inviato all’Eccellenza Guzzoni il seguente telegramma./. Comincia./.
Da troppe fonti mi giungono segnalazioni di scarsa combattività di taluni reparti da voi dipendenti./.
Infliggete le più gravi sanzioni in alto et in basso contro coloro che non compiono totalmente il proprio dovere di soldato./.
MUSSOLINI./. Finisce./. Generale Ambrosio./. 09301407./.

La documentazione storica rivela che alcuni gerarchi e comandanti, anche grazie al supporto del Vaticano, a fine guerra scapparono anche loro dalle proprie responsabilità dandosi alla fuga.

  1. per approfondimenti ministero della difesa ↩︎
  2. L’acronimo P.A.P.A. indica una priorità di precedenza assoluta di trasmissione, usato nei messaggi cifrati militari italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. ↩︎
  3. Fu un generale tedesco, nel 1942 fu nominato comandante in capo di tutte le forze germaniche nel Mediterraneo; nel 1943 divenne capo del gruppo di armate Sud e fu dislocato nell’Italia meridionale. Treccani ↩︎

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