Storia della “scalinata a più angoli” infame

 Nel 1820 Carlo Gastone della Torre di Rezzonico nel suo viaggio intrapreso a Girgenti, così descrisse la sua visita al convento di San Nicola e all’Oratorio di Falaride:

 Ritornai il giorno 14 per compiere il giro di tutta la città, e primieramente andai a S. Nicolò, dove dicesi che siavi un Tempietto di Falaride. Egli è stato barbaramente guasto da imperiti uomini, che al nostro culto adattandolo, chiusero con una rozzissima, e mal dipinta tribuna la bella porta al settentrione, e ne aprirono una cattiva e meschina verso mezzodì, apponendovi una infame scalinata a più angoli, e dentro archeggiandovi una volta senza grazia alcuna

Gli “imperiti uomini” misero anche in opera un nuova pavimentazione, la cui quota risultò più alta di quella originale di circa 25 cm. L’altezza la si deduce sia dalla soglia della porta orientale sia dalle basi delle colonnine all’interno della cella.

Nel 1899 l’archeologo Robert Koldewey, tra le altre cose, osservò che l’interno della cella fu intonacata e annota su una sezione il livello del pavimento, lo spazio interno della cella fu riempito ed era ancora visibile un massetto composto da laterizi finemente frantumati.

 

Rilievo dell'Oratorio di Falaride Koldewey
Rilievo dell’oratorio di Falaride con l’annotazione “Moderner Fussbodeg”, in italiano “pavimento moderno”

l'”Infame scalinata a più angoli”?.

Qualche decennio prima di tanto in tanto i monaci della chiesa di San Nicola erano soliti vedere passeggiare tra i giardini del convento una guida ora indaffarata a prendere le misure dell’oratorio di Falaride ora come accompagnatore di un gruppetto di viaggiatori. Era una guida autodidatta e, come dire, eccentrica: antiquario (così si definiva), vestito da abate, conosceva gli scritti di Jacques Philippe D’Orville, leggeva il latino e proveniva da un paesino limitrofo, Raffadali, era Michele Vella.

Il Vella era molto conosciuto e apprezzato, tra l’altro accompagnò Goethe tra le rovine girgentane, ma era anche ben organizzato nella pianificazione del suo tour: portava con se un fascio di fogli su cui erano raffigurate le piante e le viste dei monumenti da vedere.

L’insopportabile afa africana di una torrida estate siciliana non interferiva sui suoi piani, la sequenza dei disegni dettava implacabilmente l’itinerario. I fogli avevano un duplice scopo: uno “nobile”, aiutavano i viaggiatori a conoscere e comprendere le vestigia greco-romane, l’altro “pratico”, se il blocco veniva venduto al giusto prezzo o quantomeno se fosse stato piazzato almeno un foglio sfuso, (naturalmente a prezzo maggiorato), poteva arrotondare di qualche tarì il compenso da Cicerone.

Quindi dato il suo “modus operandi” è plausibile pensare che produsse svariati schizzi e disegni, alcuni ovviamente persi, altri invece raccolti e rilegati in volumi.

Le opere sopravvissute, disegni e scritti, sono custodite in tre biblioteche: Nella Biblioteca Lucchesiana di Agrigento si trovano un trattato di architettura rimasto incompiuto “Vari componimenti d’Architettura”, un manoscritto dedicato all’ “Antichità del Magnifico Vetusto Agrigento” e dei fogli con riproduzioni numismatiche.

La biblioteca Nazionale Francese e la National Library Inglese custodiscono invece due manoscritti molto simili tra loro, mai dati alle stampe, che contengono viste e piante dei principali monumenti di Girgenti. Per quanto riguarda il manoscritto francese, non si sa esattamente come i fogli possano essere arrivati proprio lì, ma è lecito pensare che, a una o a più riprese, siano stati comprati direttamente dal Vella. Forse dopo qualche cambio di mano la raccolta, come è testimoniato dai timbri sulle pagine, fu acquisita (ma non si sa quando) e opportunamente rilegata dalla più antica biblioteca del Paese quella di Mazarine, per poi definitivamente passare negli archivi della biblioteca nazionale.

 

Michele Vella manoscritto francese
Il timbro della biblioteca di Mazarine

Mancando ovviamente il CGI, il CAD e tantomeno il BIM il Vella dovette ripiegare con mezzi a sua disposizione: carta, matita, righello e acquerello. Il Vella aveva una tecnica collaudata per la stesura delle tavole: sulla parte alta del foglio il riquadro contenente il disegno, nella parte bassa tracciava le linee parallele che contenevano la didascalia. Nel riquadro, sia le piante dei monumenti che le viste prospettiche, erano impostate a matita, queste linee guida si notano ancora oggi. Le linee ad inchiostro per i primi piani, per dettagli minori, linee a matita, il grigio acquerello come campitura per piante o per chiaroscuro per le vedute.

Il Vella in qualche caso riproponeva nei sui disegni le stesse angolazioni:

Biblioteca Lucchesiana Agrigento
Tempio di Ercole“, Biblioteca Lucchesiana di Agrigento

 

"Tempio di Ercole" (Biblioteca Nazionale Francese)
Tempio di Ercole” (Biblioteca Nazionale Francese)

Alcune ricostruzioni in pianta ipotizzate dal Vella sono molto singolari. Nel manoscritto francese “usa” la pianta del tempio della Concordia come modello per gli altri templi e, di conseguenza, alcune ipotesi ricostruttive sono singolari.

Il tempio di Demetra, un tempio con cella preceduto da un atrio (forse con colonne tra le ante), si trasforma nel gemello del tempio della Concordia:

Chiesa di San Biagio Agrigento
Tempio di Cerere“, BNF

Il tempio di Esculapio fuori le mura diventa pseudoperiptero con 6×13 semicolonne (con pilastri angolari).

 

Tempio di Esculapio ricostruzione Michele Vella
Il gran tempio di Esculapio“, Biblioteca Nazionale Francese

 

Il tempio di Ercole diventa un octastilo (con una peristasi di 8×19 colonne)…

Tempio di Ercole Michele Vella di Raffadali
Pianta del magnifico tempio di Ercole” Biblioteca Nazionale Francese

Nella ricostruzione del tempio di Giove invece compaiono le arcate sui muri della cella.

Tempio di Giove olimpico Agrigento
“Pianta del Tempio di Giove Olimpico“, BL

 

Pianta del tempio di Giove Olimpico” BNF

I manoscritti francesi e inglesi, come già accennato, sono simili.

Temple of Juno Agrigento
Tempio di Giunone”, BL

 

Tempio di Giunone Girgenti
Tempio di Giunone“, BNF

 

Tempio della Concordia Vella
Tempio della Concordia“, BL

 

Tempio della Concordia“, BNF

 

Tempio della Concordia“, BL

 

Tempio della Concordia“, BNF

 

Nel manoscritto francese il Vella eseguì due tavole dell’oratorio di Falaride, una che riprende il prospetto orientale,

Oratorio di Falaride Stampa
“Oratorio di Falaride”, BNF

l’altra da nord ovest che ritrae l'”infame scalinata a più angoli”…

Oratory of Phalaris Agrigento
Oratorio di Falaride” BNF

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *