I 43 comuni che costituiscono la provincia di Agrigento custodiscono nei loro stemmi un patrimonio ricco di simboli storici, mitologici e culturali.
Gli stemmi comunali, oltre a rappresentare l’identità locale, riflettono le vicende storiche, le leggende e le tradizioni che hanno trasformato il territorio.
Negli stemmi alcuni elementi sono ricorrenti come:
- Torri e Castelli: Presenti negli stemmi di Porto Empedocle, Campobello di Licata, Favara e Licata.
- Animali come l’aquila (Casteltermini, Menfi e Licata) che rappresenta la forza e la nobiltà che richiama a imperi come quello romano o svevo, o Il leone (Alessandria della Rocca, Realmonte) rappresenta coraggio e autorità.
- Simboli Religiosi: L’ostia eucaristica e il trigramma “YHS” nello stemma di Agrigento, che rimandano alla cristianità, mentre la mezzaluna (Sant’Angelo Muxaro) evoca influenze arabe.
- Simboli naturalistici: Santa Margherita di Belice: Una margherita a sette petali onora la Santa patrona del paese, mentre la fascia ondata allude al fiume Belice .
Quasi tutti gli stemmi hanno frasi in Latino:
- A Porto Empedocle: “Malo mori quam foedari” (“Preferisco morire che essere disonorato”) ricordano l’eroismo del filosofo Empedocle, “Honos et Virtus” (Comitini) o “Ad astra“* (Raffadali), che esaltano valori civici o ambizioni .
Stemmi come mosaico di storia, arte e identità.
Con l’atto di riconoscimento o di concessione del DPR del 31-08-1951 si approvava il bozzetto dello stemma e del gonfalone di Porto Empedocle.


Nell’ Atto del 07-12-1939 DCG (stemma), veniva approvato il bozzetto per lo stemma di Licata.

Infine con il DPR 07-01-1956 veniva approvato lo stemma del comune di Santa Margherita di Belice.

Dall’Archivio della Presidenza del Consiglio dei ministri. Ufficio araldico
