Il regio decreto: da Girgenti araba ad Agrigento romana

Agrigento ha vissuto numerose trasformazioni, non solo culturali e architettoniche ma più profonde, nel nome.

Il 1927, durante il regime fascista, segna uno dei momenti più significativi del cambiamento: la vecchia “Girgenti” si trasforma in “Agrigento”.
Girgenti però ha radici profonde, arabe, deriva da “Kerkent”, utilizzato durante la dominazione araba della Sicilia (829 d.C.).

Questo nome è rimasto in uso per secoli, anche durante il periodo normanno (Gergent) e oltre, diventando parte integrante dell’identità culturale della città.

Non un nome ma una  stratificazione storica che nelle sue sfumature riflette le influenze delle diverse culture che hanno dominato l’isola. 
Un decreto reale, una firma e tutto viene obliterato: Girgenti è Agrigento.

La decisione tentava di creare, dal nulla, un’identità più “italiana”, più “classica”, richiamandosi all’antico nome romano della città, Agrigentum.

Il fascismo infatti promuoveva un ritorno alle radici romane come parte della sua propaganda nazionalista, cercava di rafforzare l’identità italiana (non esistente) con il richiamo alla grandezza (svanita da secoli) dell’Impero Romano. 
Il regime, mentre sventrava il cuore di Roma per fare posto alla via dei fori imperiali, utilizzò anche la toponomastica come strumento di propaganda culturale e politica. Non fu un caso isolato: molte città italiane ebbero la stessa sorte, videro modificare i loro nomi cancellando, con una semplice firma, influenze straniere o dialettali, sostituendoli con denominazioni più “pure”, più “antiche”, più “auliche”.

Questo processo faceva parte di una più ampia strategia per consolidare l’identità nazionale e ridurre le diversità culturali regionali. 
Le città non sono nomi ma individui che vivono o sopravvivono anche al cambiamento, per dire nei quartieri come il Rabateddru o la Bibbirria, non fu accolto con entusiasmo.

Si continuò a chiamarla “Girgenti ” o col corrotto “Giurgenti”, più autentico e legato alla storia locale. 

Il richiamo alla grandezza romana svanì con la la caduta del regime, ma Giurgenti rimase e rimane come nome e simbolo della ricca e stratificata storia della città.

Il decreto:


Vittorio Emanuele III

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

Re d’Italia

Sulla proposta del Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario dello stato, Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell’Interno.
Vista l’istanza in data 11 Gennaio 1927; con il Podestà di Girgenti, in esecuzione della deliberazione consiliare del Settembre 1926, chiede l’autorizzazione al cambiamento della denominazione del Comune in quella di “Agrigento”;
Venuto il parere favorevole espresso dalla Commissione Prefettizia per l’amministrazione della provincia di Girgenti, con i poteri del Consiglio provinciale, in adunanza 13 Gennaio 1927;
Veduta la lettera 29 Marzo 1927, N° 19g438-1-682, con cui il Ministero delle Comunicazioni, Direzione Generale delle Poste e dei Telegrafi,(illeggibile) che da parte di quell’Amministrazione nulla osta al proposto mantenimento di denominazione;

Abbiamo Decretato e Decretiamo

Il Comune di Girgenti è autorizzato a mutare la propria denominazione in “Agrigento”.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, invitando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Ian Rossore, addì 16 giugno 1927.
(Anno V.)
Vittorio Emanuele


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