Calafato: s. m. [dal gr. biz. καλαϕάτης, arabo qalafâṭ; v. calafatare]. – Nelle costruzioni navali, operaio specializzato che esegue l’operazione di calafataggio.
Perché l’arco sia chiamato così? non ne ho idea ma non fa nessuna differenza, foto diremmo oggi “Staged”? forse, ma sono i dettagli che arricchiscono la scena: curdini pi stenniri, i fili elettrici, “a luci“, normativa di sicurezza oggi sconosciuta e per sapere quanto fosse pericoloso era un continuo, diremmo oggi, learning by doing, fare per imparare, esperienza, con pochi ingredienti : due fili di rame protetti da tessuto e l’ “arristarici ‘mpintu“. Robbi stinnuti, forse mappini di cessu o fazzuletta di nasu.
Rifacimenti e ricostruzioni senza calcoli statici e poi facce, persone e vite le cui lapidi raccontano, ora con un sorriso o uno sguardo, un istante.



L’arco, per me, è una 127 verde, è via Oblati, è chicane, è ciclone, è via Garibaldi, è Rosina con la figlia Pina e Gina, è via discesa seminario, è il ricordo di una china su carta che mio padre ha puntellato su una carta Fabriano.
