Sullo sbarco alleato nel 1943 in Sicilia, l’Operazione Husky e la sua costola l’operazione Joss, abbiamo un’ampia produzione bibliografica che offre punti di vista e chiavi di lettura diverse: dettagliate ricostruzioni militari, ruolo della criminalità organizzata nelle fasi di spostamento delle truppe sul campo e poi i racconti dei soldati, giusto per citarne qualcuno. Il ricorso ai documenti originali rimane importantissimo e capita di ritrovare quasi per caso un documento inedito, almeno per me, redatto appena 3 mesi dopo le operazioni 10 settembre 1943.

Tutto il report è un universo di termini tecnici ed acronimi (CC “A”, F.O., OB, LST, RCT, Goums ) che sostituiscono lunghe descrizioni, e poi frasi corte con soggetto, verbo, complemento, frasi incidentali, coordinate, distanze, calibri, numeri di unità, codici per obiettivi.
In alcune pagine, come ovvio che sia, manca l’umanità, tutto si appiattisce al numero, vite, feriti, mezzi corazzati, fucili, bombe, e come numeri verranno trattati. L’umanità, l’eroismo, la paura, la felicità, le grida verranno dopo, a guerra finita.

Ciò che mi colpisce e spaventa del documento è il linguaggio, il modo di fornire informazioni, senza distrazioni, senza orpelli: agire, rapportare, spostare, elencare, sbarcare, coordinare le forze in campo.
Ciò che fa orrore di questo linguaggio é la sua necessità operativa, la sua forma estrema e necessaria di astrazione dalla realtà brutale della guerra, la funzionalità e la potente efficienza .
Oggi le tifoserie usano lo stesso linguaggio ma in forma diversa: emoticon, Rearm Eu, “12 giorni”,TVB, “vis pacem para bellum” che divenne è “l’aratro che traccia il solco ma è la spada che la difende” e che oggi è il “diritto a difendersi“. Tifoserie sedute su comode poltrone, una tastiera, un monitor, una cuffia wireless, un videogame, un FPS, droppi e foldi e resusciti e riprovi, in un gioco continuo dove muore solo il nemico.

10 Luglio 1943
(…)
4. Periodo 1100 10 luglio – 2400 10 luglio.
a. La 7ª Fanteria consolidò le sue posizioni e continuò lo sbarco di veicoli e unità aggregate in conformità con le priorità stabilite nella tabella di sbarco. Il II Battaglione rimase nella sua posizione ma fu aggregato alla 15ª Fanteria alle 1410.
b. Ricevuti ordini orali dal Comandante della Divisione verso le 1200, la 15ª Fanteria avanzò verso nord lungo l’autostrada 123 e occupò le posizioni come è indicato sulla mappa tattica. Furono incontrate e superate posizioni di rallentamento.
c. La 30ª Fanteria teneva i suoi obiettivi con forze leggere e concentrò i suoi battaglioni, si preparò a spostarsi a nord o ovest per contrastare qualsiasi attacco proveniente da quelle direzioni.
d. Il Posto Comando (CP) della Divisione fu stabilito a terra a nord della spiaggia Gialla alle 1215. Si spostò in una nuova località appena a nord di Licata, entrando in funzione alle 1535.
e. Il CC “Ea” (Comando Combattimento Ea) senza il 3° Battaglione, 66º Reggimento Corazzato, con il 20º Genio aggregato,
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che costituiva la riserva Joss. Alle 12:00, il 41° Fanteria (-1 battaglione) iniziò lo sbarco nella zona del porto di Licata.
f. Il 20° Genio, che iniziò le operazioni di sbarco verso le 10:00, fu assegnato alla 15° Fanteria allo sbarco e venne tenuto come riserva reggimentale. Il CC “A” continuò lo sbarco nella zona del porto di Licata e sulle spiagge Gialla e Blu per tutto il pomeriggio e la notte tra il 10 e l’11 luglio. Da questi punti si concentrò nell’area di radunata indicata nella mappa sovrapponibile1 #2, pronto a muoversi verso nord su Naro non appena fossero sbarcate forze sufficienti.
g. Il 3° Plotone effettuò una ricognizione verso Palma di Montechiaro lungo la Statale 115. Il ponte sul Fiume Palma risultò preparato per essere fatto saltare in aria e difeso.
h. I prigionieri cominciavano a rappresentare un grosso problema logistico. Verso mezzanotte ne erano stati catturati circa 2000.
i. I reggimenti di fanteria condussero ricognizioni aggressive fino a una distanza di cinque miglia. Durante tutta la giornata si verificarono sporadici attacchi aerei tedeschi contro le spiagge.
j. Il 3° Battaglione Ranger sostituì il 2° Battaglione del 15° Fanteria nella città di Licata e assicurò la sorveglianza della cittadina e della zona portuale.
Periodo dal 10 luglio alle 2400 all’11 luglio alle 2400
a. L’Ordine Operativo n. 6, emesso alle 2100 del 10 luglio, dispose l’ampliamento generale della testa di ponte fino alla Yellow line, secondo obiettivo della Joss Force. Il 7° Fanteria, supportato dal 10° Battaglione Fanteria e dal 1° Battaglione del 77° Artiglieria (- la Batteria B), riprese l’attacco verso nord-ovest alle 0600. Conquistò Palma di Montechiaro e occupò gli obiettivi sulle alture oltre la città. Le azioni continuarono per tutta la giornata, costringendo il nemico a ritirarsi verso Agrigento. Un intenso combattimento a Palma, condotto da elementi del 3° Battaglione sotto lo stesso comando diretto del comandante del battaglione, portò alla liberazione della città e all’avanzata oltre di essa. Il 2° Battaglione, sciolto dall’assegnazione al 15° Fanteria, marciò dalla sua posizione a nord di San Oliva e si riunì al reggimento alle 1700.
b. Il 15° Fanteria attaccò verso nord con Campobello come obiettivo e la Strada Statale 123 come asse di avanzata. L’avanzata fu supportata dal 39° Battaglione Artiglieria e dal 9° Battaglione Artiglieria (- la Batteria C). Una forte posizione di resistenza nemica a (9147) fu neutralizzata. In questa posizione, il nemico abbandonò due cannoni italiani da 90 mm e un carro armato leggero italiano. Il fuoco d’artiglieria, utilizzando una combinazione di proiettili al fosforo bianco e a tempo, si rivelò efficace nel neutralizzare la resistenza. La prima resistenza organizzata da truppe tedesche fu incontrata nella zona di Campobello, che fu occupata nel pomeriggio dell’11 luglio. Vennero organizzate posizioni sulle alture a nord della città e mantenute per tutta la notte. Pattuglie inviate verso Naro presero contatto con la CC “A”, mentre quelle dirette a Riesi stabilirono contatto con il 3° Battaglione del 30° Fanteria.
c. Il 30° Fanteria rimase in posizione, mantenendo i suoi obiettivi iniziali con un presidio leggero, mentre il resto del reggimento ( – il 3° Battaglione) rimase concentrato e in allerta per eventuali movimenti. Una pattuglia composta da 1 plotone di fanteria, 1 plotone di carri medi e 2 plotoni della Compagnia Cannoni fu inviata lungo la strada costiera verso Gela con il compito di prendere contatto con il II Corpo d’Armata. La pattuglia combatté attraverso tre posizioni nemiche, catturando 400 prigionieri, e raggiunse il Comandante Generale della 7ª Armata a Gela alle 1430. Durante il rientro, un’altra postazione nemica fu eliminata, con ulteriori 153 prigionieri catturati. Il 3° Battaglione si mosse attraverso la campagna fino alle vicinanze di Riesi, che occuparono e organizzarono posizioni sulle alture a nord e a sud della città entro le 2000, con il compito di proteggere il fianco destro della forza.
d. La CC “A” continuò lo sbarco durante la notte e la prima mattina dell’11 luglio. All’alba, circa due terzi della CC “A” erano sbarcati e si trovavano in un’area di radunata a nord-ovest di Licata. La CC “A” avanzò verso nord-ovest alle 0600, occupando
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Naro alle 1030 e poi si spostò in una posizione di radunata a nord e est della città, pronta per ulteriori azioni. Per tutta la giornata, la CC “A” fu oggetto di attacchi aerei nemici e anche di aerei amici, che avevano scambiato le truppe per nemiche.
e. Il 3° Battaglione Ranger fu sostituito nella città e nel porto di Licata da elementi del 20° Genio nella mattinata dell’11 luglio. Il Battaglione Ranger marciò verso nord in un’area di radunata a sud di San Oliva, rimanendo come riserva della Divisione.
f. Il 20° Genio continuò a supportare le operazioni di sbarco nel porto di Licata. Il 36° Genio proseguì lo sbarco di rifornimenti e veicoli sulle spiagge Yellow, Red e Blue. Il 2° Battaglione del 540° Genio rimase responsabile delle operazioni portuali a Licata.
g. La Batteria C del 36° Battaglione Artiglieria (cannoni da 155 mm), sbarcata nel pomeriggio del 10 luglio, piazzò i propri cannoni a ovest di Licata nella mattinata dell’11 luglio.
h. Tra l’ora H e la mezzanotte dell’11 luglio, furono catturati 3.077 prigionieri, di cui 150 tedeschi.
i. Gli attacchi aerei tedeschi sulle spiagge continuarono. Un LST (nave da sbarco), che trasportava veicoli della CC “A” e che era stato parzialmente scaricato, fu colpito e prese fuoco. Non si registrarono altri danni significativi.

6. Periodo dalle 2400 dell’11 luglio alle 2400 del 12 luglio

a. Il 7° Fanteria consolidò le proprie posizioni a ovest di Palma e inviò pattuglie verso nord in direzione di Naro per stabilire il contatto con la CC “A”.
b. Alle 1100, al 15° Fanteria fu ordinato di Occupare Delia, ripulire Ravanusa e Sommatino, rilievare la CC “A” dopo la conquista di Canicattì. Sommatino fu presa dal 1° Battaglione del 15° Fanteria alle 1800. Il 2° Battaglione, aggirando la forte resistenza a Delia, avanzò verso est raggiungendo Canicattì alle 2200. Il 3° Battaglione incontrò forte resistenza a Delia. Una compagnia di carri armati leggeri della CC “A” fu inviata in supporto al battaglione. Le posizioni furono mantenute durante la notte in preparazione di un attacco coordinato la mattina successiva.
c. Alle 1045, al 20° Genio fu ordinato di rilevare il 30° Fanteria (meno il 3° Battaglione) dalle posizioni a est di Licata. Al 30° Fanteria fu ordinato di avanzare su Naro, rinforzare la CC “A” e occupare le alture nei pressi della città. Le truppe avanzate si mossero alle 1130, e il posto comando avanzato (CP) si insediò nella nuova posizione alle 1645. L’alleggerimento da parte del 20° Genio fu completato alle 1400. Le truppe appiedate proseguirono la marcia su Naro per tutta la sera.
d. La CC “A”, con il 62° Battaglione Artiglieria Corazzata (FA Bn) in supporto, lanciò l’attacco su Canicattì alle 1330. La città fu occupata alle 1500, ma il nemico mantenne il controllo delle alture a nord e ovest. La CC “A” si riorganizzò in preparazione di un attacco coordinato contro queste posizioni il giorno seguente.
e. Il 3° Battaglione del 30° Fanteria rimase nell’area di Riesi. Le pattuglie di ricognizione confermarono la presenza di un blocco stradale difeso a circa 2 miglia a sud-est della città e una notevole attività nemica nel settore, in particolare sulla strada a sud di Mazzarino.
f. Il 3° plotone di ricognizione operò in questo settore in coordinamento con il 3° Battaglione.
g. Il 3° Battaglione Ranger rimase accampato a sud di San Oliva.
h. Iniziò il primo ciclo di rientro delle LCIs (Landing Craft, Infantry) e lo sbarco delle truppe di rinforzo.
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i. L’815° Battaglione Genio (Aviazione) iniziò i lavori per la costruzione di una pista di atterraggio nei pressi del campo di aviazione di Licata.
j. L’attività aerea nemica continuò, ma i bombardamenti sulle spiagge e sul porto causarono danni limitati.
7. Periodo dalle 2400 del 12 luglio alle 2400 del 13 luglio
a. Il 7° Fanteria ricevette l’Ordine Operativo n. 7, che disponeva una ricognizione in forza di un battaglione su Agrigento, alle 2200 del 12 luglio. Il 1° battaglione caricò velocemente i veicoli alle 0400 e si spostò ad ovest sulla statale 115 a circa 5 miglia a ovest di Palma e avanzarono a piedi. Una batteria del 10° Battaglione Artiglieria e una compagnia del 2° Battaglione del 77° Reggimento Artiglieria furono schierate in avanti per supportare l’operazione.
b. La ricognizione incontrò forte resistenza e un intenso fuoco di artiglieria lungo le alture a ovest del fiume Naro. Il battaglione si ritirò dopo il tramonto in una posizione sulle alture vicino a (7347). L’azione del giorno fu supportata da fuoco navale, regolato dalle squadre di controllo del fuoco costiero del 10° Battaglione.
c. Il 15° Fanteria rafforzò la CC “A” a Canicattì, occupando posizioni a nord e ovest della città. Il 3° Battaglione, supportato da una compagnia di carri armati leggeri che erano stati catturati, e si collocarono in una posizione avanzata da Delia per 0900. Il 1° Battaglione lasciò la Compagnia B per prendere Sommatino e inviò la Compagnia C per occupare Delia. Il resto del battaglione si radunò in un’area a sud di Canicattì. Il 3° battaglione si spostò nella parte sinistra del 2° Battaglione, a nord di Canicattì. L’alleggerimento della CC “A” fu completato per le 1600.
d. La CC “A”, dopo essere stata rilevata dal 15° Fanteria, si spostò in un’area di radunata vicino a Campobello, come forze di riserva. Pattuglie furono inviate a nord e est.
e. Il 30° Fanteria (meno il 3° Battaglione) completò lo schieramento nella sua area e consolidò le posizioni entro le 0300. La Compagnia C ricevette l’ordine di occupare una cresta a circa 2000 iarde a sud-est di Castrofilippo.
f. Il 3° Battaglione Ranger rimase come forza di riserva a sud di San Oliva, vicino al posto comando della divisione.
g. Il 20° Genio mantenne le posizioni a est di Licata, mantenendo il contatto con la 1ª Divisione Fanteria a nord di Gela.
h. Il 3° Battaglione, 30° Fanteria rimase a Riesi e, insieme al 3° Plotone Ricognizione, condusse pattugliamenti a nord e est della posizione. L’attività nemica su questo fianco continuò.
i. La Compagnia B, 10° Genio prese il controllo di un deposito munizioni catturato vicino alla strada principale tra Sommatino e Riesi. Il deposito, contenente circa 7000 tonnellate di munizioni di vario tipo, fu preparato per la distruzione.
j. Il 2° Battaglione, 40° Genio continuò le operazioni nel porto di Licata, mentre il 36° Genio gestì lo sbarco sulle spiagge. Iniziarono ad arrivare i veicoli di rinforzo.
k. Un aereo C-47 atterrò sulla nuova pista costruita vicino al campo di aviazione di Licata.

l. Le operazioni fino a quel momento avevano portato alla cattura di 4.477 prigionieri.
8. Periodo dalle 2400 del 13 luglio alle 2400 del 14 luglio
a. Alle 0500, la Compagnia E, 7° Fanteria avanzò come pattuglia da perlustrazione verso Favara ed entrarono nel paese senza incidenti.
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b. L’Ordine Operativo (Field Order) n. 8, ricevuto dal Quartier Generale della Divisione alle 1700, dispose la concentrazione dell’RCT-7 (7° Reggimento Combat Team) nella zona di Favara, in prosecuzione della ricognizione in forza verso Agrigento e Porto Empedocle. Il 3° Battaglione Ranger, il 10° Battaglione Artiglieria e il 1° Battaglione del 77° Artiglieria furono assegnati al 7° Fanteria.
c. Il 1° e 3° Battaglione avanzarono alle 2100, seguiti alle 2200 dal 2° Battaglione. Alle 2300, il Posto Comando (CP) dell’RCT si spostò in avanti.
d. Le Compagnie B e C del 15° Fanteria furono ritirate da Sommatino e Delia alle 0800 e inviate a ricongiungersi con il loro battaglione. Il resto del reggimento rimase nei pressi di Canicattì, conducendo ricognizioni verso Serradifalco, Montedore e San Cataldo (?) (St. Cloud). Fu rilevato fuoco di artiglieria nemico lungo la strada Canicattì-Serradifalco.
e. La Compagnia C, 30° Fanteria, rinforzata, occupò una cresta elevata a circa 2000 iarde a sud di Castrofilippo con due plotoni di fanteria alle 1030, mentre il resto della compagnia si unì alle 2250. Pattuglie motorizzate del reggimento lungo la strada Naro-Favara incontrarono fuoco di artiglieria nemico a circa 500 iarde a est di Favara. Tuttavia, la pattuglia osservò uomini del 7° Fanteria entrare a Favara da sud e ovest.
f. Nella zona di Riesi, il 3° Battaglione stabilì il contatto con la 1ª Divisione Fanteria a 2 miglia a sud-ovest di Riesi.
g. Al 3° Battaglione Ranger fu ordinato di raggiungere Campobello, dove fu caricato su autocarri e trasferito a Naro, arrivando alle 2330. La marcia a piedi verso le alture a 2 miglia a est di Favara proseguì per tutta la notte.
h. La CC “A” rimase come forza di riserva nell’area di Campobello, ma condusse ampie ricognizioni a nord, nord-est e nord-ovest. Il 3° Plotone Ricognizione rimase nella zona di Riesi. Le operazioni di sbarco sulle spiagge Blu e Gialla e nel porto di Licata continuarono.
i. Il 20° Genio mantenne le posizioni a est di Licata, con pattuglie di ricognizione verso Gela e Butera. Fu mantenuto il contatto con la 1ª Divisione Fanteria.
9. Periodo dalle 2400 del 14 luglio alle 2400 del 15 luglio

a. Il 1° e 2° Battaglione del 7° Fanteria raggiunsero i loro obiettivi iniziali nella notte tra il 14 e il 15. Entrambi i battaglioni continuarono la pattugliamenti nelle immediate vicinanze e consolidarono le posizioni. Il 10° Battaglione Artiglieria e il 1° Battaglione del 77° Artiglieria si spostarono in avanti alle 0300.
b. Il Comandante Generale visitò più volte il Posto Comando dell’RCT-7 durante la giornata, e furono pianificati piani per le operazioni successive. Il 2° Battaglione avanzò e occupò le alture a nord di Favara, preparandosi a raggiungere la collina 333, a nord di Agrigento. Una compagnia del 30° Fanteria rilevò il 2° Battaglione del 7° Fanteria a nord di Favara alle 2000, permettendogli di proseguire l’avanzata.
c. Alle 2100, il 3° Battaglione si mosse dalla sua posizione verso l’area a sud-est di Favara. Il 1° Battaglione continuò la ricognizione verso Agrigento.
d. Il 3° Battaglione Ranger fu assegnato all’RCT-7 e alle 1900 avanzò verso nord di Agrigento.
e. Alle 1830, il Comandante Generale ordinò alla compagnia genieri assegnata di riparare i ponti sul fiume Naro. La compagnia fu presa sotto il fuoco nemico nelle vicinanze del ponte, costringendola a sospendere i lavori.
f. Il 15° Fanteria continuò le pattuglie diurne e notturne, entrando a Montedoro senza incontrare opposizione e stabilendovi un avamposto con un plotone.
g. La Compagnia A, 15° Fanteria, durante una ricognizione verso Serradifalco, fu bersagliata da fuoco di artiglieria e armi leggere proveniente dalle alture a sud e est della città.
h. Il 30° Fanteria condusse ricognizioni lungo la linea generale Favara-Naro-Montedoro-Canicattì, stabilendo contatti con: il 7° Fanteria a nord-ovest, il 15° Fanteria a sud-est. Il 2° Battaglione del 30° Fanteria occupò le alture vicino a Racalmuto e Grotte verso le 1200, mentre il 3° Battaglione proseguì le missioni di ricognizione nell’area di Riesi.
i. Il 105° Gruppo Antiaereo (AW) fornì protezione contraerea sul porto di Licata, il campo d’aviazione di Licata e la CC “A”.
j. Il 2° Battaglione del 77° Artiglieria, la Batteria A del 77° Artiglieria (1° Battaglione) e il 36° Battaglione Artiglieria (-la Batteria C) sbarcarono e si posizionarono a nord-ovest di Licata.

k. Il 10° Genio (- la Compagnia A, assegnata all’RCT-7) presidiò i depositi, bonificò campi minati e rimosse reti nemiche.
l. Le pattuglie del 3° Plotone Ricognizione esplorarono a nord e nord-ovest di Riesi senza stabilire contatti nemici.
10. Periodo dalle 2400 del 15 luglio alle 2400 del 16 luglio
a. L’RCT-7 proseguì la ricognizione in forza verso Agrigento, seguendo l’Ordine Operativo n. 8. Il 58° e 65° Battaglione Artiglieria Corazzata e il 77° Artiglieria armata si spostarono dalle posizioni precedenti e furono assegnati all’operazione. Alle 1400, divenne chiaro che un avanzata rapida e aggressiva avrebbe sfondato le sottili difese nemiche, aprendo la strada per Agrigento e Porto Empedocle a sud-ovest. Alle 1430, il 3° Battaglione, riserva reggimentale, attaccò lungo la Statale 115 per conquistare Porto Empedocle. Alle 1410, un convoglio nemico in rinforzo in movimento da Aragona verso Agrigento fu decimato dal fuoco d’artiglieria, distruggendo o forzando all’abbandono 50 veicoli e provocando 100 morti.
b. Il 3° Battaglione Ranger occupò Porto Empedocle alle 1900.
c. Le pattuglie di ricognizione del 15° Fanteria, operanti a nord e nord-ovest di Canicattì, raggiunsero Milena, Grotte e Bompensiere, confermandole libere dal nemico. Pattuglie motorizzate verso Serradifalco subirono fuoco di artiglieria a sud della città.
d. Il 2° Battaglione del 30° Fanteria occupò una cresta a sud/sud-est di Racalmuto, estendendo la ricognizione a nord. Il 1° Battaglione si posizionò a nord-ovest di Castrofilippo. Entrambe le posizioni furono consolidate entro le 2000. Il 3° Battaglione, rilevato a Riesi, si spostò con automezzi a ovest, riunendosi al reggimento alle 1800 e concentrandosi in un’area a nord-est di Castrofilippo.
e. La CC “A” continuò la ricognizione lungo il fronte della divisione. Milena fu occupata da pattuglie dell’82° Plotone Ricognizione.
f. Il 20° Genio fu rilevato dalla sua missione, dalle posizioni sulle colline a est di Licata e riorganizzato in gruppo per recupero materiali bellici.
g. Il 10° Genio proseguì la bonifica di campi minati e reti nemiche segnalate, mentre nel porto di Licata continuarono le operazioni.
11. Periodo dalle 2400 del 16 luglio alle 2400 del 17 luglio
a. Il 1° Battaglione, 7° Fanteria proseguì l’attacco ad Agrigento, affrontando resistenze sparse e violenti combattimenti urbani. Il fuoco d’artiglieria durante il giorno aveva indebolito le difese nemiche, permettendo un avanzata rapida e decisiva che…
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Sfortunatamente la pagina 16 è andata dispersa, parte della lacuna su quello che successe durante l’attacco è in parte colmata dalle informazioni che danno le pagine 27/28:
b) Agrigento e Porto Empedocle.
(1) La Sezione d’Assalto della Sezione Portuale “A” ha raggiunto la periferia di Agrigento alle 02:00 del 17 luglio, ha valutato la situazione ed è rientrata al CP della 7ª Fanteria per il rinforzo della sezione. La sezione è poi rientrata in città alle 06:30B.
(2) Nella città erano diffusi saccheggi e disordini, poiché non erano presenti guardie americane né funzionari dell’AMGOT2. Dopo due ore, i tumulti furono repressi dalla Sezione CIC. Furono immediatamente prese misure per ristabilire il governo civile in attesa dell’arrivo dell’AMGOT, agendo in collaborazione con I Carabinieri, Il Capo dei Vigili del Fuoco, L’Ufficiale Sanitario Comunale e Direttore dell’Ospedale Civico e Un Ingegnere Civile.

(3) Il Vicario Generale della Provincia di Agrigento, Monsignor Santoro Antonio, offrì il suo aiuto durante i disordini. Dispose sacerdoti in tutta la città per sedare i disordini, recuperare i cadaveri, rintracciare i funzionari pubblici e Fornire informazioni sulla situazione generale.
(4) Alle 13:30 del 17 luglio, arrivarono i funzionari dell’AMGOT, alle persone su menzionate furono comunicate le azioni intraprese e le informazioni raccolte.
(5) Tutte le missioni del CIC per Agrigento e Porto Empedocle furono portate a termine e, in gran parte, erano simili a quelle descritte al punto 6.a per Licata.
La sicurezza pubblica e l’ordine nelle città di Agrigento e Porto Empedocle furono stabiliti con le stesse modalità adottate per la città di Licata.
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e. Le pattuglie del 3° Plotone Ricognizione furono attive nelle zone a nord e nord-ovest di Raffadali.
f. Ordini del Comandante Generale della 7ª Armata sciolsero la Joss Force alle 1800 e assegnarono la 3ª Divisione Fanteria al Provisional Corps. L’Ordine Operativo n. 1 del Corpo d’Armata dispose l’avanzata su Palermo secondo zone e fasi prestabilite. L’Ordine Operativo n. 9 della 3ª Divisione Fanteria concentrò gli RCT e li preparò per lo spostamento verso NW (nord-ovest). Il 15° RCT, con l’aggiunta del 4° Tabor di Goums, iniziò il movimento su Milena alle 1750.Il 30° Fanteria si mosse alle 1800 verso le vicinanze di Aragona. L’Ordine Operativo n. 10 diede inizio all’avanzata alle 0500 del 19 luglio verso la Linea Verde (Green phase line).
13. L’avanzata su Palermo sarà trattata in un rapporto successivo. Le operazioni della divisione descritte in questo rapporto sono illustrate nelle sovrapposte n. 1-10, allegate come Tab A (1).
Abbreviazioni e traduzioni:
- CC “A” = Combat Command “A”, unità corazzata.
- H hour = ora H, momento iniziale dell’operazione Joss.
- LST = Landing Ship, Tank, nave da sbarco per carri armati.
- OB = Observation Post, punto di osservazione.
- CP = Command Post, Posto Comando.
- LCIs = Landing Craft, Infantry, Navi da sbarco per fanteria.
- “Turn around” (ciclo di rientro) si riferisce al ritorno delle navi per caricare nuovi rifornimenti/truppe.
- Provisional Corps → Tradotto come Corpo Provvisorio.
- RCT = Regimental Combat Team, gruppo tattico reggimentale.
- Goums = Truppe marocchine, forse reparti coloniali francesi.
- “AW” = Anti-Aircraft, contraerea.
- “F. O. #8” = Field Order n. 8, Ordine Operativo n. 8.
- C-47 = aereo da trasporto militare (Douglas C-47 Skytrain).
- Durante le operazioni si usavano dei fogli semitrasparenti che venivano sovrapposte alle mappe, su cui venivano tracciati gli ordini operativi. ↩︎
- AMGOT sta per “Allied Military Government Occupied Territories“, ossia Governo Militare Alleato dei Territori Occupati. Era l’amministrazione civile e militare dei territori italiani liberati dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale (Treccani) ↩︎



