Trovate statuette di divinità.
Nella seconda area è stato scoperto un altro altare rotondo fatto di blocchi e circondato da una costruzione circolare. Vicino a questi altari sono state trovate molte offerte votive, costituite da statuette di una divinità femminile, vasi arcaici e migliaia di lampade. Nelle vicinanze sono stati scoperti altri altari quadrati senza alcun muro divisorio, a testimonianza del fatto che il rito era visibile a tutti. Vicino a questi altari c’era un corridoio dove si svolgevano alcuni misteri.
Questo santuario non aveva un tetto ed era molto diverso da qualsiasi altro santuario o tempio mai scavato a Girgenti. Questi altari e templi non avevano nulla a che vedere con le costruzioni greche e per questo motivo sono di grande interesse per gli studiosi di architettura arcaica. È stato durante le recenti riprese degli scavi che è stato fatto un ritrovamento ancora più importante.
Un’area di oltre 1000 piedi quadrati, mai prima d’ora scavata, è stata liberata. Inizialmente, sono state trovate le fondamenta di un tempio che, in base ai reperti votivi presenti, sembra essere stato costruito nel VII secolo a.C. L’area centrale è separata dal resto del complesso; e formata da tre ambienti costruiti in senso longitudinale, non comunicanti se non attraverso un corridoio che attraversa l’intero complesso. Ogni vano dispone di una porta. Nel primo, verso ovest, si trova un altare quadrato con la base sporgente e decorato con un motivo a intaglio.
Offerte votive.
Sul fronte dell’ingresso di quello che doveva essere un luogo sacro, verso est, si trova un altro altare di 7 piedi quadrati. Al centro si trova una vasca smussata in cui venivano posti i sacrifici. Verso sud, alla stessa altezza del primo altare, si trovava un piccolo tempio risalente all’età arcaica, simile al famoso tempio dedicato a Prinis a Creta, nonché al santuario di Gaggera. Si tratta di un monumento unico, che misura 40 X 25 piedi. Il monumento si sviluppa da nord a sud, con l’ingresso situato a nord. È costituito da un’entrata senza colonne, una sala centrale e una navata con il proprio tetto.
Questa struttura è l’unica del suo genere a Girgenti e per questo motivo merita un’attenta analisi. Accanto si trova un altro tempio, del quale è stato scavato solo un piccolo tratto. Il tempio deve essere stato eretto in un secondo momento, considerando che la sua costruzione risale approssimativamente al VI secolo. Ci sono molte indicazioni riguardo alla datazione, non solo nei materiali utilizzati per la costruzione, ma anche nei doni votivi ritrovati vicino all’edificio. Inoltre, era molto più grande e costruito con meno cura rispetto a quello dell’epoca precedente. Di pari importanza rispetto agli edifici sono gli innumerevoli oggetti rinvenuti nei pressi dei templi e degli altari sepolti.
Ci sono vasi e statuette che appartengono al culto degli dei e delle dee del mondo sotterraneo: Ecate, Demetra e Persefone. Ci sono terrecotte, bronzetti, oggetti di manifattura orientale e fenicia, vasellame in vetro, pasta vitrea, oltre a vasellame prodotto in Sicilia prima dell’occupazione greca, databile, secondo gli esperti, al secondo periodo Orsi, corrispondente all’Età del Bronzo ed estendibile fino ai tempi della colonizzazione greca.

Si tratta di una collezione meravigliosa, che va a completare la già scoperta stipe votiva greca oggi conservata nel museo. Dalle statuette scoperte si può avere un’idea dell’abbigliamento femminile di oltre 27 secoli fa. Le forme non sono molto diverse da quella degli abiti moderni. La gonna ha delle pieghe e la parte superiore ha semplici linee. Finora gli scavi a Girgenti non hanno portato alla luce il teatro greco che gli archeologi cercano da molti anni.
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